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Quando il brief non basta

Quando il brief non basta

Dopo due mesi intensi di GARE, eccoci con alcune riflessioni sull’importanza della fase di analisi. Una fase tanto faticosa quanto fondamentale per la realizzazione di un piano di comunicazione, o di un piano di eventi, che sappia esprimere al meglio le potenzialità comunicative di un’azienda.

Non è raro partecipare a gare in cui le aziende forniscono BRIEF ESSENZIALI da cui è difficile estrapolare informazioni utili per realizzare un piano di comunicazione completo. Per questo è necessario avere un approccio rigoroso che aiuti ad integrare le informazioni ricevute e a disegnare un quadro più completo ed esaustivo su cui fare tutte le riflessioni creative.

Nell’era di internet e della comunicazione pervasiva in questo siamo decisamente facilitati: con un motore di ricerca e un po’ di fantasia per ricercare le parole chiave utili, è possibile accedere a tutte le informazioni che l’azienda ha dimenticato di fornire.

E’ inutile presentarsi ad un potenziale cliente con un arsenale di fuochi di artificio se questi non hanno la miccia per farsi accendere. E lo STUDIO APPROFONDITO del potenziale cliente è questa miccia. E forse è anche la polvere da sparo che fa salire più in alto i fuochi d’artificio…

Studiare l’azienda attraverso i suoi testi o i testi che ne parlano, significa comprenderne i linguaggi, i significati, nonché gli obiettivi e le strategie, che siano espliciti o meno.

Per fare tutto questo è necessario partire dall’analisi SWOT che letteralmente significa individuare i punti di Forza, di Debolezza, le Opportunità e le Minacce, studiando i contesti interni ed esterni all’azienda.  Si tratta di un momento di estremo RIGORE che si associa all’analisi PESTLE, dove si devono individuare immediatamente i fattori che influiscono sull’azienda, ossia i fattori Politici, Economici, Sociali, Tecnologici, Legali, ecologici/ambientali.

Solo dopo un attento studio del contesto è possibile comprendere a fondo i testi aziendali e le necessità di comunicazione.

Perché per disegnare il futuro è necessario comprendere il passato, ma anche il presente in cui si colloca un’azienda. Solo così si riuscirà ad avere l’IDEA, il concept creativo giusto su cui appoggiare tutto il piano di comunicazione.

 

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